Come scegliere una scuola

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Non esiste la scuola "migliore" rispetto alle altre per il semplice fatto che un superlativo relativo come questo presuppone, appunto, una relazione, mentre - data la assoluta disomogeneita’ del settore - non hanno senso le comparazioni fra corsi tanto radicalmente diversi. Ne esistono, invece, di adatte e di meno adatte alla propria situazione.

Certamente, esistono anche strutture non affidabili in assoluto, e cioe’ che non sono in grado di mantenere le promesse fatte.

Una volta scartate (con il metodo che vedremo qui di seguito) le strutture meno serie, di tutte le rimanenti si potrebbe parlare bene o male, semplicemente cambiando il punto di osservazione, e cioe’ le esigenze.

* Come valutare le offerte

Occorre, innanzitutto, ottenere risposta a due serie di domande: una prima serie e’ riferita alla propria situazione, in maniera da poter procedere ad un'efficace eliminatoria iniziale.

Una seconda operazione di vaglio, invece, si effettua direttamente nei confronti delle strutture restanti, basandosi su visite e colloqui personali, e mai sulle sole brossure che illustrano i corsi.

Si tenga presente che, spesso, per esigenze commerciali la durata dei corsi viene "dilatata" oltre il necessario, comportando una perdita di tempo che, in un allievo intelligente, rappresenta una significativa penalita’. In questi casi e’ importante saper sfruttare la durata del corso in maniera attiva, non limitandosi solo a quanto proposto dalla scuola, ma rendendosi partecipi e propositivi, per ottenere piu’ dello standard offerto.

 

* Valutazione delle esigenze

Come si e’ detto, e’ inizialmente indispensabile avere chiara nozione delle proprie necessita’, dato che si tratta solitamente delle indicazioni piu’ importanti.

a) Innanzitutto, qual e’ l'eta’ dell'allievo?

Un ragazzo di 16-20 anni, con ogni probabilita’, avra’ un reale e completo vantaggio scegliendo di frequentare un corso di formazione professionale concepito come scuola superiore tecnica. Si tratta di una situazione ove la crescita umana va affiancata a quella professionale. Possono essere una buona soluzione tutti gli istituti tecnici di formazione professionale che, oltre a fornire un diploma di media superiore, specializzano nel settore specifico della fotografia e delle arti grafiche.

Questi corsi (vedi piu’ avanti) sono di norma decisamente economici per quello che riguarda le rette di iscrizione, dato che sono sovvenzionati dallo Stato, solitamente direttamente dalle Regioni. A questo innegabile vantaggio fa da contraltare spesso una certa poverta’ di mezzi, oppure, altrettanto frequentemente, un uso decisamente poco ottimizzato delle attrezzature che, ancora nuove, giacciono mesi od anni nelle cantine, senza che nessuno dei responsabili si prenda l'onere di renderle operative.

Questo genere di corsi, in sostanza, presenta la doppia faccia (positiva e negativa) della struttura pubblica: da un lato, l'assenza del diretto fine di lucro evita certe situazioni di sfruttamento della clientela; dall'altro, proprio la mancanza del regime di concorrenza e dell'interesse economico rende a volte sciatta e priva di verve inventiva la conduzione dei corsi.

Occorre, preferibilmente, integrare l'insegnamento con qualche ora di praticantato presso uno studio ben attrezzato, ed aggiungere una certa formazione letteraria ed artistica, spesso un po' negletta in questi corsi ad indirizzo tecnico (ed, invece, importantissima per un valido professionista).

Un giovane dell'eta’ di 20-24 anni dovrebbe ponderare il passo con una particolare attenzione. Sono preferibili, ai corsi statali, quelli privati, laddove risultino piu’ mirati e specializzati.

Oltre i 24 anni di eta’ solo in alcuni casi e’ sensato frequentare una vera e propria scuola di fotografia. L'esigenza non e’ piu’ quella di crescere anche umanamente, e per la propria formazione professionale sono preferibili stages o masters (cioe’ corsi brevi ed intensivi) che non impegnino piu’ di una-quattro settimane alla volta.

b) Qual e’ il settore professionale a cui si desidera maggiormente accedere?

Un errore abbastanza diffuso ma da evitarsi e’ quello di tentare di scegliere una scuola senza avere un'idea almeno orientativa del tipo di fotografia che interessa esercitare.

In Italia non esiste ancora la reale possibilita’ che nasca una scuola tanto articolata da essere effettivamente uno strumento formativo valido per tutti i settori di specializzazione (ne’, probabilmente, esistera’ mai, per semplici ragioni numeriche e di limite della nostra lingua, troppo poco diffusa).

Non si puo’ pensare che la stessa struttura, gli stessi docenti, la stessa organizzazione abbia conoscenze, capacita’, entrature e professionalita’ di pari levatura per la fotografia di still life, quella di moda, il reportage giornalistico e di cronaca, la fotografia scientifica e medicale, la fotografia naturalistica e chissa’ quant'altro.

Molte scuole offrono formazione ed informazione per tutti questi ed altri settori, ma non ci si puo’ attendere che per ciascuno di essi si abbia un pari grado di entratura professionale, dato che si tratta di mondi completamente diversi, nei quali l'elemento comune e’ solo l'uso di materiale fotosensibile.

In un certo qual senso, le scuole con impostazione piu’ artistica sono quelle che risolvono il problema alla radice, in parte lasciandolo intatto nelle mani dell'allievo: un corso orientato allo sviluppo della sensibilita’ percettiva, espressiva ed artistica dell'allievo, infatti, per certi versi offre nelle mani dello studente un'abilita’ professionale valida in tutti i settori: la creativita’. D'altro canto, questa impostazione lascia alla capacita’ del singolo ed al suo realismo commerciale il difficilissimo compito di tradurre il sogno creativo in un lavoro concreto ed accettabile in uno qualsiasi dei comparti professionali del mercato reale, ove - come tutti sappiamo - la concorrenza lotta accanitamente, quasi all'arma bianca.

E' quindi indispensabile sapere cosa pretendere dalla scuola, ed entro quali limiti.

Esistono alcune strutture di formazione valide per la fotografia commerciale, altre valide per la fotografia artistica ed interpretativa, altre ancora valide per la fotografia di ritratto.

Nel campo della fotografia di moda il terreno si fa minato: occorre, tramite i parametri che vedremo piu’ avanti, sondare con rigore l'offerta, dato che il tema "moda" si presta a confezionare corsi e stages il cui contenuto sia realmente per professionisti, oppure per semplici amatori della fotografia o ancora per amatori dei fondoschiena femminili ben torniti. Evidentemente, non si tratta della stessa cosa.

Per quanto concerne la fotografia di reportage e cronaca, molte scuole possono dare una mano ma nessuna e’ in grado di dare una reale e completa formazione nel settore, in Italia (il fatto che lo stesso settore professionale del reportage andrebbe radicalmente ri-formato e’ una problematica diversa, che si aggiunge a questa).

Siamo inoltre in attesa di vere scuole di formazione professionale nei settori scientifici (attualmente, si tengono solo dei corsi e stages di breve durata).

c) Dove si desidera lavorare in futuro?

Il valido fotografo professionista di una cittadina della Sardegna non deve e non puo’ avere le stesse esigenze dell'altrettanto valido fotografo che si trovera’ ad operare a Torino o a Firenze.

Esistono modi diversi per essere dei professionisti seri in entrambe le situazioni, ed occorre che il corso tenga conto di queste future esigenze.

Una eccellente guida alpina puo’ trovarsi in seria difficolta’ su una barchetta a poche miglia dalla costa.

E' inutile, ed anche sottilmente stupido, formarsi come validi professionisti della moda - ad esempio - preparati alla competizione nelle redazioni milanesi, per poi insistere nel tentare di fare quel mestiere a Cagnano Amiterno (AQ) o a Casamicciola Terme (NA).

d) Quanto si desidera investire?

Un corso di fotografia non costa poco. Si parla quasi sempre di alcune migliaia di Euro, fatta eccezione per le poche scuole statali, per le quali il costo e’ contenuto in poche centinaia di Euro, a volte anche meno.

Tuttavia il costo maggiore, nel caso dei corsi diurni, non e’ rappresentato dalla retta, ma dal tempo che viene impegnato. Specialmente se l'allievo e’ una persona giovane ma non giovanissima, l'incidenza maggiore e’ data dal suo mantenimento e dal mancato guadagno.

Un esempio: un corso diurno che impegni due anni a tempo pieno, in trasferta, oltre alla retta costa un minimo per le spese di trasferimento e soggiorno (supponiamo anche solo 200 Euro al mese, in realta’ molto di piu’), ed una certa cifra di mancato guadagno, dato che in quei due anni si sarebbe potuto svolgere un'attivita’ retribuita che, invece, non si ha la possibilita’ di fare in funzione dell'impegno della scuola. Il non poter lavorare rappresenta un mancato guadagno notevole, e concreto, dato che sarebbe stato possibilissimo trovare un minimo di lavoro retribuito nell'equivalente del tempo dedicato alla scuola. Supponiamo anche solo 500 Euro al mese, per dieci mesi all'anno. Il costo totale, dunque, e’ rappresentato dalla retta della scuola piu’ le altre spese affrontate in specifico per la frequenza, ed il mancato guadagno (nell'esempio, alla quota di iscrizione va aggiunto il costo di 7.000 Euro).

Le rette di iscrizione sono abbastanza variabili, pur se entro estremi standard. Si va dalle poche centinaia di Euro per i corsi statali ai circa 2.000 – 5.000 Euro annui per i corsi privati; da 500 a 3.000 Euro costano anche i corsi intensivi che, pur durando pochi mesi, concentrano molte informazioni in poco tempo.

 

* Valutazione della scuola.

Chiaritesi le idee su cosa si richiede, vediamo in sintesi come sincerarsi se la scuola sia effettivamente in grado di offrire cio’ che ci si aspetta.

a) Si chieda in esplicito quali sono le finalita’ del corso, cioe’ qual e’ l'obiettivo che i docenti si impegnano a raggiungere.
Una dichiarazione di intenti di questo genere, paragonata con i risultati ottenuti, consente di valutare quanta "tara" dare alle affermazioni pubblicitarie.
Attenzione: tutti i corsi tendono a presentare la loro attivita’ didattica con termini curati ed invoglianti; chi mai farebbe il contrario? E', anzi, un segno di concretezza commerciale che DEVE esistere, anche perche’ tale concretezza deve poi essere trasmessa agli allievi. Da una scuola sciatta ed incapace di vendersi e’ difficile che possano uscire allievi agguerriti nella propria autopromozione.
Non si tratta quindi di cercare di contraddire la natura delle indicazioni, quanto di capire che genere di linguaggio venga usato, e quanto di promozionale ci sia nelle affermazioni.

b) Si valuti la durata del corso, in rapporto ai contenuti.

Come accennato, il tempo da dedicare alla scuola rappresenta un investimento notevole, anche piu’ pesante di quello della retta da pagare. Confrontando due scuole, vanno paragonati non tanto e non solo i contenuti didattici, ma anche i tempi durante i quali questi elementi vengono insegnati.

c) Si chiedano informazioni sul corpo docente. Il "contenitore" puo’ essere gradevolissimo ed ispirare fiducia, ma e’ piu’ importante che il "contenuto" (che e’ trasmesso in fin dei conti dai docenti) sia all'altezza delle promesse.
E' abbastanza normale che in una scuola di fotografia non insegnino quotidianamente dei fotografi di fama (sarebbe preoccupante il contrario); tuttavia, e’ sensato aspettarsi dai docenti una buona conoscenza del mondo professionale ed una certa esperienza anche parallela, al di fuori del solo insegnamento teorico.
Quando viene mostrato l'elenco delle materie, si chieda nome e cognome dei docenti di ciascuna materia elencata. Se - come e’ abbastanza normale - non si conoscono i docenti, si chieda quando e come sia possibile scambiare due parole con qualcuno di loro, o se sono previsti degli incontri preliminari.

d) Ci si facciano mostrare i lavori finiti, con particolar riguardo a quelli relativi agli ultimi due anni di scuola.
Sulla qualita’ dei risultati e’ difficile bluffare, ma e’ importante che i lavori mostrati rappresentino la media di un normale anno, non la selezione del meglio di dieci anni di fotografie.
In relazione alle proprie aspettative, si valuti se e’ quello il genere di fotografia che si desidererebbe fare per mestiere.

e) Si visionino gli spazi destinati alle riprese, e le attrezzature a disposizione.
Se i locali non sono agibili per qualsiasi motivo (ristrutturazione, assenza del personale, altri motivi) si chieda quando si potra’ accedere agli spazi, per valutarli.
Ci si faccia indicare un esempio della rotazione dei turni di ripresa e di impiego degli apparecchi: dieci fotocamere sono molte se viste allineate su una parete, ma sono pochissime se ci si deve lavorare in quaranta.

f) Si chieda di vedere - se esiste - un resoconto degli articoli scritti sulla scuola, o dell'eco stampa delle iniziative della scuola.
Ci si informi delle iniziative culturali e collaterali organizzate dall'istituto, con riferimento a quanto curato nell'ultimo anno (ancora una volta, non con riferimento a tutta la storia della struttura).

g) Se lo si desidera, si cerchi di parlare con qualche allievo ma sempre con piu’ di una o due persone.
Ci si ricordi che, essendo le esigenze di ciascuno profondamente diverse, ci si puo’ imbattere in allievi entusiasti o delusi, senza che questo significhi molto, in positivo o in negativo, sulla validita’ del corso nella propria situazione.
Meglio sarebbe parlare con due o tre docenti; questo consente di valutarne la preparazione e la disponibilita’ umana.

h) Ci si informi sulle modalita’ di pagamento, sulle eventuali penalita’ e sulle - rare - possibilita’ di rinuncia al corso.
Si pretenda una fattura od una ricevuta fiscalmente valida. I corsi di formazione professionale sono deducibili al 100% da un'impresa ed al 50% dal reddito di lavoro autonomo - libero-professionale.

i) Ci si informi sull'eventuale titolo rilasciato. Attualmente, non ha una grande importanza, ma in prossimo futuro (introduzione di esami per accesso alla professione) sara’ decisamente utile un attestato di formazione per iniziare un'attivita’ "ex novo".

 

Per avere consulenza professionale od approfondimenti ulteriori, il fotografo professionista puo’ scegliere di associarsi all’Associazione Nazionale Fotografi Professionisti TAU Visual.

 

Il tema specifico delle scuole di fotografia e’ trattato da questo sito www.fotoscuola.it – sempre gestito dall’Associazione Nazionale Fotografi Professionisti TAU Visual

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