Come faccio a fare l’assistente

© TAU Visual - vietata la riproduzione, rielaborazione, diffusione in qualsiasi forma

interamente dedicato all'argomento, vedi anche il sito www.assistenti.com


Se della fotografia professionale in molti casi si era fatto un mito, della figura dell'assistente quasi nessuno parla mai.

Per certi versi, sembra quasi che esista un abisso di differenza fra il fotografo - divo ed artista - e l'assistente che gli trotterella dietro - sconosciuto e manovale.

In realta’, e ben lo sanno tutti i fotografi che sono stati assistenti a loro tempo, il contributo di un BRAVO assistente e’, per il fotografo, decisivo e determinante. In alcuni casi si potrebbe forse a ragione parlare di una co-produzione di gran parte delle immagini.

Eppure, a tutt'oggi l'attivita’ di assistente resta nell'ombra, difficilmente raggiungendo, nell'opinione degli operatori, quella stima e quella considerazione che meriterebbe.

Uno dei maggiori problemi dell'assistentato e’ la diffusissima tendenza a non considerare il compito dell'assistente come un lavoro a se’ stante, dotato di proprie caratteristiche e bisognoso di una professionalita’ specifica. Nella maggior parte dei casi, fotografi ed assistenti stessi vedono la figura dell'aiutante come quella di un "fotografo incompleto", parcheggiato in una situazione intermedia, di persona che stia imparando un mestiere.

Questo stato di cose - ed il mito della professione fotografica - hanno fatto si’ che un numero eccessivo di ragazzi cercasse di farsi strada come assistenti, inflazionando il settore con una enorme quantita’ di offerta, tuttavia nel complesso molto dequalificata.

Cosi’, quasi tutti gli studi fotografici (e primi fra tutti, quelli di un certo nome) sono continuamente meta di giovani fotografi ed aspiranti tali, che chiedono un "posto" come assistenti. Ovviamente, i compensi sono crollati, con proporzione inversa alla disponibilita’ di assistenti.

In collaborazione con TAU Visual e' nata un'associazione specifica: Fotografi Assistenti Studenti ed Esordienti - Unione Associativa Nazionale (FASE Uan), per supportare l'attività degli assistenti fotografi.

NEL SITO DELL'ASSOCIAZIONE FASE UAN (www.assistenti.com) e' attivata una apposita sezione per l'offerta e ricerca di assistenti fotografi. Il servizio e' gratuito.

* L'assistente da’ e chiede

Nella maggior parte dei casi, l'assistente finisce cosi’ con l'accettare anche soluzioni di ripiego, dato che il suo interesse principale e’ quello di vivere le diverse fasi della produzione fotografica e, in tal modo, imparare egli stesso. Il fatto di guadagnare una normale paga e’, in questo caso, visto come un obiettivo secondario, sacrificabile a vantaggio del proprio addestramento.

In sostanza, l'equilibrio si e’ spostato a tutto svantaggio della professionalita’ dell'assistente; sono troppi a ritenere che l'assistente cerchi in primo luogo di risucchiare competenza ed informazioni al fotografo, piuttosto che fornirgli un valido aiuto.

Ovviamente, questo atteggiamento mentale tanto diffuso quanto poco ammesso e riconosciuto, ha lasciato intendere che una parte del compenso si intende in natura - la formazione, appunto - e che quindi il compenso in denaro possa essere ridotto in proporzione.

Tuttavia, non e’ sempre vero che l'assistente abbia come obiettivo principale quello di imparare; in alcuni casi, pur non escludendo la possibilita’ della libera professione in futuro, gli assistenti svolgono il loro compito di aiuto e sostegno del fotografo esattamente come un altro mestiere, e cioe’ con dedizione ed attenzione.

L'eccesso dell'offerta, tuttavia, ha rovinato le possibilita’ di guadagno in maniera diffusa, motivo per cui il muoversi nel settore e’ ora divenuto difficile per tutti: per il fotografo - che stenta a trovare un assistente che non abbia intenzione di abbandonarlo di li’ a breve; per l'assistente vero e professionale, che viene inizialmente confuso con una manovalanza opportunista e quindi sottopagato; per i giovani in cerca di una piu’ che lecita formazione, che si scontrano con una disponibilita’ all'accoglienza decisamente scarsa, e spesso costellata di diffidenza.

* A cosa va incontro l'assistente

In linea di massima, il periodo di assistentato inteso come formazione e’ consigliabile prevalentemente a chi si senta ancora impreparato sul piano umano, oltre che professionale; detto in altri termini, si tratta di un training utile particolarmente per rendere meno traumatico l'impatto con la realta’ del lavoro in un clima di libera concorrenza; il vantaggio sul piano della formazione tecnica c'e’, ma e’ decisamente secondario. Non tutti - per loro indole - affrontano volentieri da subito il confronto diretto con i concorrenti, ed il lavoro a volte sfibrante che ne consegue.

Dal punto di vista dell'assistente, si possono configurare tre possibilita’.

a) Si presta servizio per uno studio di un noto professionista.

b) Si trova una collaborazione con uno studio mediamente affermato.

c) Si lavora presso un fotografo comune.

 

a) Presso un noto professionista.

Riuscire a lavorare per una "grande firma" (uno fra gli 80 - 100 nominativi di maggiore fama) rappresenta il sogno di tutti gli assistenti, comprensibilmente.

E si vede.

Infatti, nella maggior parte dei casi, le richieste di collaborazione giungono a questi fotografi con una frequenza settimanale, a volte quasi giornaliera. Ora, dato che i fotografi famosi solitamente non sono dediti all'antropofagia, e’ evidente che non occorre un nuovo assistente alla settimana, e quindi riuscire a collaborare con questi studi e’ solitamente frutto di un colpo di fortuna veramente notevole, o di una precedente conoscenza, diretta o per interposta persona.

D'altro canto, e’ bene anche ridimensionare l’importanza di una collaborazione di questo genere. Se da un lato e’ vero che il fotografo di fama affronta lavori molto interessanti, e’ altrettanto vero che l'assistente rischia di essere in certo modo "plagiato" dallo stile del maestro. Situazione, questa, non desiderabile in tutti quei casi nei quali il giovane fotografo abbia le capacita’ per sviluppare una sua autonoma creativita’.

 

b) Presso uno studio mediamente affermato.

Accedere ad un periodo di collaborazione con uno studio di media affermazione e’, ovviamente, cosa molto piu’ semplice. Sono relativamente frequenti anche le collaborazioni stagionali, viste molto meno di buon occhio negli studi di un certo livello.

Nella situazione dello studio di media levatura, tuttavia, non e’ infrequente che si verifichi una situazione molto simile alla gelosia professionale, da parte del fotografo stesso. Infatti, mentre il professionista di grido non ha motivatamente alcuna ragione per temere che gli assistenti gli "rubino" la clientela (e, anzi, spesso sono loro stessi a offrire lavoretti agli ex-assistenti), nel caso del fotografo affermato ma non famoso il timore della concorrenza interna e’ frequente.

Cosi’ - ora piu’, ora meno - si verifica una certa reticenza a lasciare che l'assistente colga le fasi piu’ significative delle riprese o, ancora piu’ spesso, lo si tiene in margine a tutte le operazioni centrali di rapporto con il cliente: fatturazioni, preventivi, contratti, eccetera.

In questi casi, per l'assistente viene meno quella funzione formativa che in un certo qual modo rappresenta parte integrante della paga, quando questa sia, in denaro, piuttosto risicata.

 

c) Presso uno studio fotografico comune.

Raramente esiste un vero interesse a svolgere un periodo di assistentato presso uno studio di scarsa levatura. La paga e’ spesso inferiore a quella che potrebbe essere guadagnata con altri lavori meno faticosi; le cose da imparare sono poche, e sarebbe estremamente piu’ produttivo dedicare il proprio tempo a produrre immagini autonomamente, piuttosto che a pulire e sistemare il set e a fare la spola con il laboratorio.

Si tenga inoltre presente che in questi casi il rischio che l'assistente "rubi" i clienti al fotografo e’ tutt'altro che remoto, ed e’ quindi estremamente probabile che il fotografo tenda ad essere poco disponibile a dare informazioni davvero importanti al suo assistente.

 

* Cosa deve offrire un buon assistente

Il curriculum di un buon assistente e’ costituito in egual misura da capacita’ professionali e da capacita’ umane.

a) L'assistente rappresenta un investimento per il fotografo. Quanto piu’ a lungo e’ possibile garantire la continuita’ del proprio lavoro negli anni a venire, tanto piu’ e’ apprezzata la proposta di collaborazione. In questo senso sono decisamente avvantaggiati gli assistenti "professionisti", cioe’ coloro i quali non prevedono, nel medio termine, di mettersi in proprio, e si dedicano all’assistentato come un vero e proprio lavoro.

b) Le conoscenze tecniche devono esistere, ma non vanno sbandierate. Sono molto piu’ utili le conoscenze pratiche e spicciole.

Un assistente che si proponga con un lavoro personale di ricerca creativa, o con aperta predisposizione alla "ingerenza" nelle scelte tecniche od espressive del fotografo raramente e’ visto di buon occhio. La collaborazione vera nasce dopo qualche tempo di lavoro fatto assieme, non puo’ essere imposta a partire da subito.

c) L'esperienza precedente e’ gradita e, spesso, l'avere lavorato per uno studio affermato e’ un'ottima referenza (a patto di avere lasciato la collaborazione precedente mantenendo buoni rapporti).

d) Una discreta conoscenza del settore specifico consente di richiedere da subito dei compensi per lo meno accettabili. L'assistente dovrebbe sapere da subito caricare uno chassis, sapere cosa e’ un frost od una griglia a nido d'ape, sapere acquistare le pellicole senza confondersi, eccetera. Sono queste le competenze maggiormente gradite.

e) Anche se il discorso puo’ suonare molto stridente, le assistenti donne sono piu’ apprezzate per le collaborazioni brevi, mentre e’ piu’ frequente che vengano preferiti i ragazzi per le collaborazioni durature. Fra gli altri elementi, a penalizzare le ragazze concorrono la generica minor disposizione ai lavori di facchinaggio, e la frequente indisponibilita’ a dedicare tutto o quasi il proprio tempo libero agli straordinari in studio.

Il fatto di non avere orari solitamente turba piu’ la vita di una ragazza che quella di un ragazzo.

 

* Compensi

Come evidente conseguenza del fenomeno descritto in apertura di queste note, l'eccesso di offerta fa crollare i prezzi.

 

I "gradini" tariffari che si generano sono i seguenti:

1) Ad un primo livello (che e’ purtroppo anche quello piu’ diffuso) l'assistente entra a collaborare in uno studio dove gia’ esiste un assistente effettivo, o dove il fotografo non ha bisogno di un aiutante, ma di un fattorino. In questa situazione, molto spesso il compenso non esiste, od e’ limitato ad un "gettone" simbolico, di due o trecento Euro al mese.

 

2) Gradino successivo e’ quello di una collaborazione continuativa ed effettiva, ma compensata con un paga decisamente limitata: attorno a 400-600 Euro al mese.

Una simile situazione di sfruttamento e’ stata in parte generata dalla mancanza di scrupoli di molti fotografi, ed in parte dalla insistente e continua offerta di assistenti, desiderosi di imparare e quindi disposti a quasi tutto.

 

3) Un regolare rapporto di collaborazione, basato sulla fiducia reciproca, produce compensi variabili da 500 a 1.500 Euro al mese (fanno eccezione rari casi di assistenti particolarmente validi e difficilmente sostituibili). L'entita’ del compenso e’ ovviamente influenzata dal fatturato dello studio, dal tipo di inquadramento fiscale, dalla preparazione dell'assistente.

 

4) Come situazione atipica, anche se frequente, va poi descritta quella dell'assistente stagionale, e quella dell'assistente professionista a giornata.

La collaborazione stagionale (prestazione occasionale) viene solitamente pagata da 400 a 1.500 Euro al mese.

I professionisti assistenti a giornata, invece, sono disponibili anche per brevissimi periodi - appunto, a giornata - e fatturano le loro prestazioni attorno a 100 – 150 Euro al giorno. Queste cifre sono fortemente variabili o in funzione di fortfaittizzazioni (diminuzione) od in relazioni a particolari capacita’ dell'assistente o difficolta’ della prestazione (aumento).

Gli assistenti abusivi, cioe’ i doppiolavoristi evasori fiscali, vengono compensati in nero con cifre che oscillano dai 30-40 Euro al giorno (ragazzi reclutati come facchini nei servizi matrimoniali) ai 100 – 250 Euro dei cosiddetti "scattini", che realizzano anche interi servizi per gli studi eccessivamente oberati.

Le prestazioni di questo genere (in nero) sono illecite, estremamente dannose per il mercato fotografico nel suo complesso e bassamente opportuniste. L'evasione fiscale che le caratterizza non fa altro che alimentare quel molle malcostume italiota secondo il quale se c'e’ qualcuno che deve pagare, questi e’ quello che viene dopo.

 

Per avere consulenza professionale od approfondimenti ulteriori, il fotografo professionista puo’ scegliere di associarsi all’Associazione Nazionale Fotografi Professionisti TAU Visual, da cui sono state redatte queste note. 

In collaborazione con TAU Visual e' nata un'associazione specifica: Fotografi Assistenti Studenti ed Esordienti - Unione Associativa Nazionale (FASE Uan), per supportare l'attività degli assistenti fotografi.

NEL SITO DELL'ASSOCIAZIONE FASE UAN (www.assistenti.com) e' attivata una apposita sezione per l'offerta e ricerca di assistenti fotografi. Il servizio e' gratuito.

 

A chi mi rivolgo per fare l’assistente

 

Innanzitutto, occorre avere ben chiaro per se stessi qual e’ il genere fotografico nel quale ci si vuole introdurre, perche’ iniziare con un assistentato presso un fotografo attivo in un settore differente – solitamente – fa perdere molto piu’ tempo di quanto non ne faccia guadagnare.

In collaborazione con TAU Visual e' nata un'associazione specifica: Fotografi Assistenti Studenti ed Esordienti - Unione Associativa Nazionale (FASE Uan), per supportare l'attività degli assistenti fotografi.

NEL SITO DELL'ASSOCIAZIONE FASE UAN (www.assistenti.com) e' attivata una apposita sezione per l'offerta e ricerca di assistenti fotografi. Il servizio e' gratuito.

Quando sia possibile, un modo eccellente per prestare lavoro come assistente e’ quello di trovare un rapporto di collaborazione con gli studi a noleggio. Si tratta delle strutture che mettono a disposizione dei fotografi che lo richiedano sale di posa attrezzate od attrezzabili, a giornata. Solitamente, tali studi offrono l’assistente compreso nel costo della sala di posa, sia per offrire un servizio, sia per avere un diretto controllo sul modo con cui sale ed attrezzature vengono utilizzate.

Fare da assistenti in questi studi e’ solitamente molto piu’ interessante sul piano professionale di quanto non lo sia lavorare per un unico professionista. Ogni giorno, infatti, si ha l’occasione di venire in contatto con problemi differenti e con soluzioni diverse, assorbendo informazioni di genere sempre diverso, e – soprattutto – sottraendosi dal rischio di diventare una "brutta copia" del proprio maestro.

Utilizzando un qualsiasi motore di ricerca, la stessa Rete rappresenta un buon punto di partenza per trovare uno studio fotografico a noleggio (cerca: +noleggio studio +fotografico) vicino alla propria zona.

E’ da tenere presente, comunque, che la maggior parte delle soluzioni di questo senso e’ concentrata a Milano, seguita da Roma (specie per la cinematografia), Torino, e poco altro.

Per avere consulenza professionale od approfondimenti ulteriori, il fotografo professionista puo’ scegliere di associarsi all’Associazione Nazionale Fotografi Professionisti TAU Visual

Ai sensi di legge (633/41 e successive modifiche) e' proibita la riproduzione, anche parziale, o la rielaborazione dei testi, dei dati e dei contenuti di questo sito.